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Se hai meno di 36 anni, comprare casa conviene

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Con il Decreto incentivi bis e la legge di Bilancio 2022, il Governo ha varato numerosi incentivi volti a incoraggiare l’acquisto della prima casa tra gli under 36.

Una manovra davvero interessante che riserva numerosi vantaggi per i giovani al di sotto dei 36 anni, in termini di risparmio.

Acquistare casa, infatti, soprattutto se si tratta della prima abitazione è sì un’esperienza entusiasmante, ma può essere anche molto onerosa.

Non solo in termini di costo dell’immobile in sé, quanto delle tasse da versare.

Lo Stato, però, con gli ultimi decreti, ha mosso diversi passi verso maggiori agevolazioni di questa operazione per i giovani.

Tra i primi vantaggi c’è innanzitutto la possibilità di richiedere un mutuo bancario a copertura dell’80%-100% del prezzo di acquisto.

Grazie alle garanzie di Stato, le banche sono più propense a concedere finanziamenti, a tassi parecchio ridotti.

Ma le agevolazioni non finiscono qui.

A questo si aggiunge un importo minore di tasse da versare all’atto di acquisto.

Se il venditore, infatti, è esente da IVA allora le tasse da versare includeranno il 9% del prezzo dell'immobile, per l'imposta di registro.

A questo bisognerà aggiungere 100 euro, suddivisi in 50 euro per l’imposta ipotecaria e 50 euro per l'imposta catastale.

Se il venditore non è esente da IVA, allora le imposte salgono a 10%, per l’imposta di registro e 200 euro per ciascuna delle altre due imposte appena viste.

Molto, quindi, ruota intorno al valore catastale dell’immobile.

Ma cos’è il valore catastale e come si calcola?

A darci una mano in questo senso è un articolo molto dettagliato ed esaustivo pubblicato sul sito Dove.it, dal quale emerge che il valore catastale corrisponde con la rendita catastale.

L’agenzia online dedicata alla compravendita immobiliare tra privati, chiarisce molti punti utili a proposito della rendita catastale, utili sia per chi vende che per chi acquista casa.

Nello specifico, la rendita catastale è il valore in termini di reddito attribuito all’immobile dall’Agenzie delle Entrate, utile per il calcolo delle imposte sulla proprietà.

Per conoscerla basta richiedere una visura catastale, indicando la provincia di ubicazione della casa e gli identificativi catastali, in cui rientrano dati come il foglio, la particella, il Comune e la sezione.

Per calcolarla, invece, bisogna tener conto delle dimensioni dell’immobile e di un valore numerico attribuito in base alla zona di ubicazione e alla sua destinazione d’uso.

Inoltre, il calcolo tiene conto anche della categoria catastale, secondo cui gli immobili vengono suddivisi dalla A alla E, in base alla destinazione d’uso e in base alla quale viene attribuita una tariffa d’estimo unitaria.

Può sembrare complesso, da una prima lettura, ma il calcolo della rendita catastale, utile anche a fissare il prezzo di vendita e valutare la convenienza d’acquisto, è molto più semplice di quello che si pensa.

Nell’articolo dedicato, su Dove.it, viene fatta una simulazione pratica di calcolo molto esplicativa, che aiuta a comprenderne i passaggi.

Tenere conto di questo valore rappresenta il punto di partenza da cui partire, per comprare casa e usufruire del Bonus disposto dal Governo.

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