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Leva (PD) al Salone della Comunicazione: “Senza innovazione il nostro sistema produttivo rischia di morire”

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Questa mattina il Segretario regionale del PD Danilo Leva ha preso parte al convegno sui temi della ricerca e della innovazione d’impresa tenutosi all’interno del Salone della Comunicazione organizzato da Unioncamere Molise, dall’Associazione “Il Bene Comune” e dalla Regione Molise. “Come classe dirigente o poniamo la questione del recupero del gap innovativo come una delle priorità assolute per i prossimi dieci anni, oppure relegheremo questa regione ad un ruolo del tutto marginale rispetto ai processi economici che contano. “ Con queste parole Leva ha commentato i dati drammatici relativi alle percentuali di investimenti in ricerca sul PIL (percentuale tra le più basse d’Italia) e al numero di domande di brevetto (0,23) pubblicate per ogni milione di euro speso per Ricerca e Sviluppo.” E’ ovvio che una svolta radicale è possibile solo se le politiche pubbliche riescono ad essere incisive legando tutti i soggetti che si muovono lungo la filiera dell’innovazione tecnologica: dai laboratori di ricerca dell’Università, ai centri di innovazione e trasferimento tecnologico, fino al sistema delle imprese che rappresenta l’elemento terminale del processo. Nella nostra Regione, con riferimento all’Avviso per la presentazione di progetti start up e spin off di impresa, - ha continuato Leva- si comincia sempre dalla coda, senza orientare gli investimenti e le risorse pubbliche nei settori a forte valore aggiunto. Tra l’altro la stessa tempistica del bando, con le graduatorie approvate due anni dopo la pubblicazione dell’Avviso, la dice lunga sulla capacità del Governo regionale di fotografare con immediatezza le prospettive tecnologiche dei singoli comparti. Difatti- ha sottolineato Leva- qualsiasi idea innovativa riguardante un nuovo prodotto, un nuovo processo produttivo, un nuovo mercato di sbocco oppure un mutamento gestionale due anni dopo il suo concepimento è già vecchia. Tutto ciò rischia di vanificare letteralmente l’efficacia dell’intervento. Altra enorme criticità del bando è l’assenza dell’apporto di capitale di rischio ovvero di finanziatori privati sul modello di venture capital che da un lato avrebbe avuto effetto moltiplicatore degli investimenti e dall’altro avrebbe introdotto meccanismi di selezione e di valutazione dei progetti più rigorosi e più liberi dalle interferenze politiche.” Infine l’ultima riflessione il segretario del PD l’ha dedicata alla necessità di semplificazione amministrativa per eliminare le pastoie burocratiche che attanagliano le nuove iniziative d’impresa soffocandone tutte le spinte innovative. “C’è una società pronta- ha concluso Leva- migliore di ciò che gli sta capitando. E’ necessaria una nuova politica che sappia accompagnare le nuove sfide a cui è chiamato il tessuto produttivo ed economico regionale.”
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