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IL ROTARY CLUB ISERNIA RESTITUISCE ALLA CITTADINANZA LA CAMPANA DI SAN FRANCESCO

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Un evento straordinario di intervento sul territorio e per il territorio quello del Rotary Club di Isernia che, in collaborazione con il Rotary Club di Agnone e l’Antica Fonderia Marinelli, ha reso possibile la restituzione alla città di Isernia dell’antica campana della Chiesa di San Francesco. La leggenda vuole che questa campana, risalente all’anno 1259, sia stata posizionata nella Chiesa per celebrare il Passaggio ad Isernia proprio del Santo di Assisi che, in quell’occasione, avrebbe incontrato Celestino V appena eletto Papa. Lesionata gravemente durante il terremoto del 1805 e, da allora mai più funzionante, finalmente è tornata alla presenza di tanti fedeli, cittadini e autorità. Un convegno in cui sono interventi, oltre la Presidentessa del Rotary Club Isernia Dr.ssa Emilia Vitullo e il SIndaco D'Apollonio, Mons. Claudio Palumbo, vicario Del Vescovo della Diocesi di Isernia/ Venafro che ha tenuto relazione sulla fede nel periodo del 1200. Lo storico Fernando Cefalogli ha esposto, poi, la storia della campana, annoverata tra le più antiche d’Italia. " la storia della campana di Isernia di cui abbiamo sempre parlato ora la vediamo restaurata e fruibile al pubblico. La visita di San Francesco ad Isernia, come narra la tradizione, ha visto testimonianze del suo passaggio e della sua presenza nella nostra terra. Dopo i danni subiti dai diversi terremoti anche la campana fu seriamente lesionata e, ricollocata al suo posto, mai più suonata. Dobbiamo ritenere una vera fortuna aver conservato per 8 secoli la campana e adesso la comunità isernina gli assegna il giusto e meritato riconoscimento e collocamento". Armando Marinelli, titolare dell’omonima Fonderia Pontificia, emozionato, ha descritto l’arte campanaria del ‘200 e del restauro della campana di San Francesco, " ringrazio tutti voi per la possibilità datami di esprimere l'orgoglio che provo per il restauro. Una campana lesionata non è più utilizzabile ma per noi una sfida nel rivederla a nuova vita almeno dal punto di vista strutturale perché le campane non si possono saldare e una volta rotte non suonano più. È stato così per la campana di San Francesco. Le escursioni termiche l'avrebbero rovinata ancor di più. L'abbiamo prelevata dal campanile e abbiamo lavorato per poterla ridare alla città di Isernia. Quando saliamo sui campanili non sappiamo mai di fronte a che patrimonio storico ci troviamo, di che anno sono e che particolare tipo di intervento devono subire. In questo caso una campana del 1259. Un'emozione fortissima, un impegno serio, e decidemmo che questa campana doveva diventare il simbolo della città che difende il suo inestimabile patrimonio. Un sogno che si è avverato, il nostro restauro e stato fatto con amore, dedizione e rispetto per la storia della campana e per la città ". La Vitullo, “Ringrazio tutti, un evento di straordinaria importanza simbolica e culturale di cui siamo lieti di essere stati i promotori, assieme al Rotary Club di Agnone, che restituisce alla nostra città un vero e proprio gioiello. La campana pur non suonando più e' presente tra noi e ne siamo orgogliosi. Un evento che non sarebbe mai stato possibile senza la preziosa collaborazione della Pontificia Fonderia Marinelli, che ha restaurato gratuitamente la campana, e del Comando Provinciale di Vigili del Fuoco che l’ha recuperata dall’alto del campanile. Un sentito ringraziamento va anche alla Curia Vescovile ed alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise che hanno reso la realizzazione del restauro. Siamo orgogliosi dell’attività svolta da tutti noi, a dimostrazione del fatto che un lavoro sinergico, la buona volontà, il desiderio di impegnarsi per la propria comunità riescono a farci raggiungere obiettivi ambiziosi che donano lustro all’intera comunità". Nella preziosa Chiesa di San Francesco interessanti aneddoti attorno alla storia della nostra campana che è stata benedetta da parte del Vescovo di Isernia, SE Mon. Camillo Cibotti. Presente anche l'Arcivescovo di Gaeta, Bernardo d'Onorio, in passato Abate di Montecassino .

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