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Ittierre, tra fine ed inizio

Oggi primo giorno di lavoro per Bianchi, ieri ultimo giorno di lavoro per 250 lavoratori

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ISERNIA – Mentre il nuovo proprietario della Ittierre suggellava l’acquisizione dell’azienda presso lo studio del notaio Carlo Marchetti a Milano, in azienda a Pettoranello di Molise venivano affissi i quadri con i nomi di coloro che passano alla new-co e di quelli che invece rimangono in cassa integrazione. Come se ci fossero bocciati, promossi e rimandati a settembre. Con la fondamentale differenza che i bocciati non potranno più recuperare e l’ansia e la speranza questa volta sono per la propria famiglia e il proprio futuro. 570 nuovi assunti di cui circa 100 da subito in cassa integrazione in attesa di rientrare in azienda quando le condizioni e l’arrivo delle nuove licenze lo permetteranno. Altri 270 dipendenti invece hanno trovato il proprio nome sulla lista nera. Questo il feroce verdetto della crisi Ittierre che vuole a partire da oggi quasi la metà dei lavoratori della gloriosa azienda di moda a casa, a pagare colpe che non hanno. Ieri pomeriggio la paura vagava tra i corridoi, s’insinuava nella cornette dei telefoni e tra i tasti delle tastiere, punzecchiava tra gli aghi delle sarte e tra i pacchi dei magazzini. Fino alle telefonate e agli incontri con i depositari del loro destino oppure fino al triste o lieto annuncio comunicato dai tabelloni in bacheca. Da oggi nulla è più come prima, anche per chi rimane che ha trovato il proprio nome sulla lista dei fortunati, ma ha visto piangere i colleghi di una vita o accettare un fato su cui sono stati altri a decidere, che ha vissuto con sacrificio questo passaggio nell’incertezza e nell’attesa. Nessuno ha potuto sentirsi fortunato, nessuno ha potuto sentire come giusta questa selezione non naturale. Intanto Antonio Bianchi, nuovo amministratore delegato della nuova Ittierre commentava con soddisfazione la firma dell’atto notarile: “Oggi nasce ufficialmente la nuova Ittierre e si concretizza la visione di un nuovo gruppo che tornerà a rappresentare un modello industriale di eccellenza nel settore della moda e del made in Italy. Ittierre poggia su solide basi rappresentate da un patrimonio industriale, da un know how unico nel settore e da una coesione tra territorio, istituzioni e organizzazione industriale che dimostra, come il Sistema Italia possa ancora funzionare con successo". Tanta amarezza e tristezza nel giorno della rinascita di una Ittierre che però deve ancora dimostrare di essere all’altezza della sua storia, quando era la più grande macchina da guerra del comparto moda negli anni d’oro dello stile italiano. Quest’azienda targata Albisetti deve ancora raggiungere quel successo che oggi promette e deve meritare e dare un futuro alle risorse umane di cui ora dispone. I tanti ex-dipendenti che oggi possono sopravvivere grazie alla carità degli ammortizzatori sociali, oggi non si siederanno alla loro postazione e dovranno trovare un’alternativa per la propria vita, in un Molise difficile e desolato, dove la lotta diventa tra poveri che cercano soltanto la dignità di un lavoro, dove i professionisti della moda difficilmente potranno mettere a frutto la propria specifica competenza, senza abbandonare il proprio territorio. Questi molisani si troveranno insieme ai tanti disoccupati in cerca di lavoro, come quelli della Geomeccanica fallita, che in quella manifestazione dello scorso febbraio erano per solidarietà insieme ai dipendenti Ittierre per le vie di Isernia o davanti al Ministero. Nel giorno del referendum della Fiat di Mirafiori, prende forma l’accordo sindacale siglato qualche giorno fa per l’Ittierre. Bianchi ha avuto parole di riconoscenza per le parti sociali: "Un ringraziamento particolare va a tutte le organizzazioni sindacali che hanno dimostrato un grande senso di concretezza e responsabilità e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo." L’obiettivo era quello di dare un futuro all’azienda e a 570 lavoratori, ma oggi qualcuno dovrà farsi carico dell’obiettivo di trasformare gli ammortizzatori sociali in opportunità lavorative per i dipendenti che ieri erano sulla lista nera e oggi sono a casa.
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