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Frana del Macerone, ancora tutto fermo. Casapound protesta con uno striscione

Alcune frazioni di Isernia e di Forlì del Sannio continuano ad essere isolate

redazione
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'Strada franata, popolazione abbandonata', è questo il testo degli striscioni affissi nella nottata da CasaPound Italia per protestare contro i ritardi nella riparazione della frana del Macerone, che da molti mesi rende praticamente isolate le frazioni Colle Martino e Castelluccio di Isernia e le contrade Vandra e Vuotto del comune di Forlì del Sannio, con notevoli disagi per gli abitanti. "Con questa azione abbiamo inteso portare l'attenzione sull'ennesimo caso di incuria ed abbandono nei confronti delle aree interne della nostra provincia. Da molti mesi infatti gli abitanti dell'area del Macerone, interessata dalla frana, si trovano a vivere in una situazione di pressoché totale isolamento. Inutile dire ad esempio quali potrebbero essere le conseguenze qualora un'emergenza medica dovesse verificarsi in quelle zone, con l'ambulanza costretta ad inerpicarsi per tortuose strade secondarie per giungere a destinazione'. Così Agostino Di Giacomo, responsabile isernino CasaPound Italia, in una nota sull'iniziativa. "Se pure qualcosa oggi sembra muoversi in direzione di una soluzione del problema - continua Di Giacomo - con una prima richiesta di finanziamento avanzata dal Comune di Isernia verso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è pur vero che questa vicenda si trascina ormai da troppi mesi, segno della scarsa attenzione di cui sono oggetto le aree interne, e chissà quanto ancora si dovrà aspettare prima che siano realizzati i lavori di ripristino della viabilità". "Da parte nostra – conclude il responsabile isernino CPI - continueremo a supportare la causa dei piccoli comuni, convinti che questi rappresentino non solo lo specchio dell'autentica anima della nostra regione, a vocazione rurale, ma anche una potenziale fonte di introito economico e di creazione di posti di lavoro qualora politiche lungimiranti portassero a valorizzarne il potenziale in chiave turistica come già avviene in altre parti d'Italia, invece di abbandonarli a loro stessi condannandoli ad un inevitabile spopolamento".

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