Portaborse, Facciolla tira fuori il contratto... e ci mancherebbe altro

| di Francesco Bottone
| Categoria: Attualità
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L'assessore regionale Vittorino Facciolla ha il contratto per il suo portaborse e l'ha anche dato alla stampa, anzi alla tv, e poi pubblicato su facebook (vedi foto in basso, ndr). E ci mancherebbe altro!

Il maldestro tentativo di riabilitarsi agli occhi dei molisani, dopo lo sputtanamento mediatico derivanto dalla messa in onda dell'ormai celebre servizio delle Iene, non fa altro che peggiorare la situazione non solo del povero Facciolla, ma di tutta la cosidetta classe politica molisana, la casta per capirci.

Il contratto c'è e ci mancherebbe pure che non ci fosse! Il problema non era e non è l'esistenza di un contratto per i portaborse, ma che la Regione Molise continua a regalare duemila e cinquecento euro al mese di denaro pubblico ad ogni singolo eletto, il tutto in violazione di quanto stabilito dal decreto Monti numero 174 del 2012.

Nonostante quel decreto, i consiglieri regionali molisani hanno continuato a prendere, in aggiunta allo stipendio di oltre diecimila euro al mese, altri 2451 euro netti al mese per quei benedetti portaborse. E' questo il problema, non altri. Il problema, morale prima che contabile, è che prendono una barca di soldi per fare poco o nulla, almeno stando ai risultati che si vedono.

E forse qualcuno, adesso, se la prenderà pure con i portaborse, che magari solo grazie a quel contratto di collaborazione con il politico di turno riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Non spostiamo il tiro, non sbagliamo bersaglio. I portaborse lavorano o almeno dovrebbero lavorare; nel mirino ci sono i politici e quelli devono restarci. Politicamente, ovvio, e l'arma da usare contro questi sedicenti politici, l'unica arma da utilizzare è quella del voto. E' scontato, ma meglio precisare, visto mai che qualche galantuomo si senta minacciato dalle parole di un povero cronista di provincia disoccupato e chieda l'intervento della Procura.

Ora Facciolla mostra il contratto del suo portaborse con lo scopo, evidentemente vano, di riabilitarsi agli occhi degli elettori e di sbugiardare le Iene. Certo sarebbe stato più grave se quel contratto non ci fosse stato, ma cambia poco. Davvero poco.

Il nodo della questione è che gli eletti in Consiglio regionale prendono un'indennità di carica di tredicimila euro lordi al mese, praticamente quanto prende, però nel corso di un intero anno, un qualsiasi molisano che vive, o meglio cerca di farlo, del proprio stipendio. Una Regione con poco più di trecentomila abitanti può permettersi di strapagare la sua classe politica? Una Regione dove le aziende chiudono e i lavoratori sono ormai senza stipendio da mesi può continuare a buttare via del denaro pubblico per assicurare una vita agiata a questi galantuomini che siedono in Consiglio regionale? Queste sono le domande che Facciolla e suoi vicini di poltrona dovrebbero farsi ogni mattina prima di varcare la soglia di quell'inutile palazzo del potere a Campobasso. Queste sono le questioni dirimenti, non l'esistenza o meno di un contratto di collaborazione con un povero cristo disoccupato.

Una cosa però va detta, l'assessore Facciolla almeno il contratto l'ha tirato fuori. E la Fusco Perrella che risponde solo alla sua coscienza infischiandosene dell'opinione pubblica, e Parpiglia che non vuole giocare, e Cristiano Di Pietro, e il compagno Ciocca e tutti gli altri consiglieri eletti, di destra di centro e di sinistra, il contratto lo hanno fatto? Ne siamo proprio sicuri? E se lo hanno fatto, perché non lo mostrano ai molisani?

Francesco Bottone

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