Con accordo sindacale in sede di Ministero Sviluppo Economico è stata perfezionata la cessione della Ittierre alla Albisetti s.p.a. E’ stata, a questo proposito, costituita una newco denominata ITTIERRE s.p.a. che, attraverso passaggio diretto, rileverà l’azienda ed occuperà da subito n.570 lavoratori. La nuova azienda ricorrerà alla CIGS per riorganizzazione al fine di avviare una fase di ristrutturazione aziendale finalizzata al realizzarsi degli investimenti, alla acquisizione di nuove licenze e marchi e un nuovo assetto aziendale. Un ulteriore elemento qualificante dell’accordo sarà la predisposizione – da subito - di un piano formativo on the job (legge n. 102 del 2009) che permetterà alla azienda di riqualificare buona parte delle lavoratrici ed dei lavoratori e permettere un assetto produttivo maggiormente indirizzato alla produzione alle licenze e ai prodotti. Altro punto qualificante dell’accordo è lo spostamento delle lavorazioni esterne -sia di Ittierre che di Albisetti- nelle aziende terziste del Molise, realizzando così una inversione di tendenza rispetto a produzioni che venivano fatte o nell’est Europeo o fuori Europa. La regione Molise –attraverso fideiussioni– entrerà,anche se in maniera indiretta, nel capitale aziendale fornendo così un consolidamento alla azienda in vista delle future sfide in un mercato quale quello della Moda particolarmente sensibile alle congiunture e ai consumi finali, in particolare dei paesi industrializzati. L’azienda come è noto lavora esclusivamente su licenze di griffe e questo la rende particolarmente vulnerabile in sede di rinnovo licenze per ciò che riguarda royalties e acquisizione di produzioni. Nel 2012 scadrà infatti la licenza Just Cavalli che rappresenta circa il 50% del fatturato Ittierre: impegno della nuova azienda è quello di ricercare nuovi marchi e produzioni che possano sostituire il fatturato che presumibilmente potrà non essere più dell’azienda. In definitiva un accordo che guarda al futuro industriale di una azienda e di una Regione che può diventare anche una linea di intervento per indicare anche un futuro al made in Italy.