Il boom per il fitness e la pratica di discipline sportive mirate alla cura del corpo registrato negli ultimi anni anche a Isernia rappresenta certamente un'ottima notizia, nonché un risultato auspicato da parte di chi si occupa della salute pubblica e conosce bene le conseguenze, sociali ed economiche, di uno stile di vita troppo sedentario. Come in molti casi, però, esiste un rovescio della medaglia e, sempre più spesso, si sente parlare di un nuovo, controverso fenomeno: quello della ‘vigoressia’. Questo termine, comparso per la prima volta in una pubblicazione scientifica del 1993, viene utilizzato per indicare un atteggiamento ossessivo nei confronti dell'attività sportività e, più nello specifico, dell'obiettivo di un fisico aitante e scolpito. La definizione della vigoressia come patologia è stata fonte di molte polemiche nel corso degli anni, perché non sempre è facile distinguere tra un approccio serio e determinato all'attività sportiva, ma pur sempre sano, e uno invece scorretto e pericoloso per la salute dell'individuo.
Oggi l'esistenza della vigoressia come disturbo non è più oggetto di dubbio: il soggetto viene riconosciuto come affetto da questa patologia quando i comportamenti intrapresi per perseguire l'obiettivo di un fisico migliore compromettono in maniera grave la sua salute e qualità della sua vita. Purtroppo, diagnosticare in maniera tempestiva e con precisione questa patologia continua a essere molto difficile, soprattutto per via del crescente numero di individui “borderline”, ovvero al limite della vigoressia. Nonostante le difficoltà sopra descritte, recenti studi sono riusciti a stimare nel numero di almeno 60.000 i soggetti affetti da questo disturbo in Italia, sebbene altre valutazioni sembrerebbero indicare che ben il 4% della popolazione ne potrebbe soffrire in forme più o meno gravi. La patologia risulta essere diffusa quasi esclusivamente tra i soggetti di sesso maschile e la maggiore incidenza si registra tra i più giovani, per i quali, sempre più spesso, un corpo atletico e muscoloso rappresenta un irrinunciabile simbolo di forza, mascolinità e successo.
Un fenomeno in aumento
Le dimensioni di questo fenomeno sembrerebbero destinate ad aumentare: nel corso di un recente sondaggio realizzato da Telefono Azzurro e Doxa Kids, è emerso che quasi 1 ragazzo su 2, sui 1.500 soggetti tra gli 11 e i 19 anni di età interpellati, considera una forma fisica prestante come un elemento indispensabile per il raggiungimento del successo personale. Di sicuro, l'approccio dei più giovani nei confronti dello sport ha iniziato a modificarsi molto negli ultimi anni. Sempre più spesso, l'attività fisica non viene vista come un'occasione per svagarsi o mettere alla prova le proprie capacità, quando piuttosto un modo per modificare sé stessi e adeguarsi ai modelli proposti dai media e richiesti dalla società. L'individuo vigoressico è sovente dedito a sessioni di allenamento estenuanti, con netta preferenza per la pesistica e per la corsa, attività perfette per accrescere la massa muscolare e per ottenere un fisico quanto più possibile magro e definito. Le ore dedicate all'attività fisica possono occupare buona parte della giornata, in molti casi seguendo uno schema che si ripete tutti i giorni. Al rapporto ossessivo con la palestra, si unisce una cura maniacale dell'alimentazione, con la necessità di evitare a tutti i costi qualunque sgarro alla regola. Altri comportamenti tipici riguardano un ricorso smodato all'uso di integratori sportivi, spesso senza che ve ne sia l'effettiva necessità e, sopratutto, senza aver sentito il parere del medico. Non di rado, il soggetto affetto da vigoressia tende a isolarsi dalla famiglia e dalla cerchia di amicizie, evitando occasioni sociali come aperitivi, cene e feste, tanto per rispettare il suo severo programma di allenamento, quanto per non rischiare di alimentarsi in maniera errata.
Le diverse cause di questo disturbo
La vigoressia è una patologia complessa che, al pari dell'anoressia, con cui condivide diverse similitudini, ha origine da cause di natura fisiologica e psicologica. È innegabile che, per certi versi, la pratica dell'attività fisica possa causare una sorta di “dipendenza”. La soddisfazione provata al termine di un duro allenamento o di una competizione in cui si è dato il meglio di sé deriva in parte dal forte aumento nella produzione e nel rilascio di endorfine che si verifica a livello ipofisario. Queste molecole strutturalmente simili alla classe degli oppioidi, sono neurotrasmettitori che mediano le sensazioni di benessere e appagamento. Nel vigoressico, si instaura un meccanismo per cui, ad ogni allenamento, aumenta l'intensità dello stimolo necessario per ritenersi soddisfatti. Le cause profonde di questo disturbo sono però da ricercarsi nei mutamenti sociali avvenuti negli ultimi anni e nella sempre più forte influenza dei grandi media sull'immaginario dei più giovani. In primis, è innegabile che il forte mutamento del ruolo della donna, oggi sempre più indipendente e capace di porsi alla pari nei confronti dell'uomo, ha messo in discussione meccanismi secolari, destabilizzando non poco le convinzioni dei soggetti maschili. A ciò si aggiunge l'incessante bombardamento di immagini stereotipate che cinema, tv, mondo della moda e dello sport propongono continuamente per catturare l'attenzione delle masse, puntando tutto sull'attrazione generata da corpi perfetti e, nella maggior parte dei casi, del tutto irrealistici. Non sorprende, dunque, che questo tipo di cambiamenti a livello sociale, e non solo, abbiamo modificato profondamente il significato dello sport, svuotandolo del ruolo di occasione di aggregazione e di trasmissione di sani principi e trasformandolo in una serie di operazioni ossessive, da ripetere all'infinito, fino al raggiungimento di un obiettivo, spesso, fuori dalla propria portata.
I possibili danni per il corpo e per la psiche
Molti tendono a sottovalutare gli effetti della vigoressia. In alcuni casi, pur riconoscendo l'esistenza di un approccio esagerato e quasi ossessivo al fitness, molti giovani affetti da questo disturbo tendendo a giustificare il proprio stile di vita, reputandolo sano e votato ad una valida causa: lo sviluppo di un corpo forte e degno di ammirazione. Le gravi conseguenze della vigoressia, invece, rappresentano proprio l'elemento che maggiormente la distinguono da un approccio salutare e corretto al fitness. Praticare uno sport ad alta intensità, senza avvalersi del supporto di un buon preparatore atletico, comporta rischi notevoli, specie nel caso del body building, in cui le sollecitazioni a carico di articolazioni, tendini e legamenti possono essere molto importanti. Lo stesso discorso vale per l'attività di running, di per sé molto salutare, ma potenzialmente assai pericolosa per l'intenso sforzo a cui sottopone il sistema cardiocircolatorio quando praticata a ritmo elevato. La vigoressia si distingue soprattutto per il modo in cui compromette progressivamente i rapporti interpersonali e la vita sociale del soggetto affetto. Come accennato in precedenza, la difficoltà nel condividere le occasioni di incontro e le tante limitazioni imposte dallo stile di vita adottato conducono ad un progressivo isolamento, che però, spesso, non viene vissuto come un problema. Il vigoressico è, in molti casi, genuinamente convinto della bontà delle sue scelte e non accetta le eventuale critiche che gli vengono rivolte, preferendo proseguire sulla propria strada. È interessante notare come un'ossessione in parte nata dal bisogno di essere apprezzati dall'altro sesso e apparire desiderabili, conduca spesso e volentieri a trascurare la vita coppia, vista come un pericoloso spreco di energie, utili invece per l'attività sportiva. Quando le abitudini del vigoressico cominciano a influenzare tutti gli aspetti della sua vita, entrando in conflitto persino con lo studio o con il lavoro, visti solo come attività che sottraggono tempo alla palestra, si rende necessario un intervento di recupero.
È possibile uscire dal tunnel della vigoressia?
Come nel caso di altre sindromi ossessivo-compulsive, anche la vigoressia presenta molte difficoltà nel trattamento, sia perché spesso il soggetto in questione non riesce ad ammettere l'esistenza di un problema, sia perché il recupero può essere lento e la probabilità di ricaduta molto elevata. Nel trattamento di queste patologie si rivela fondamentale il supporto di amici e familiari, ma, soprattutto, di un personale medico esperto, capace di intervenire su più fronti, affrontando questa problematica in tutta la sua complessità. Il supporto psicologico si rivela fondamentale, sia per analizzare le cause dell'insicurezza di fondo che divora tutti i soggetti vigoressici, sia per individuare altri lati di sé che il paziente sente di voler migliorare, al di là del solo aspetto fisico. Anche il recupero di un rapporto positivo con lo sport può essere molto importante. Per il vigoressico l'attività fisica rappresenta quasi una ragione di vita, di conseguenza, è impensabile che il suggerimento di rinunciarvi venga accolto positivamente. E d'altra parte, come più volte sottolineato, il fitness rimane un'ottima risorsa per mantenere un fisico forte e in salute, quando praticato senza eccessi. In molti casi, gli specialisti propongono al paziente di continuare a dedicarsi alla corsa, un'attività semplice e assolutamente benefica se affrontata in modo graduale e senza eccedere negli sforzi. Per educare ad un approccio corretto a questo valido sport, si consiglia al soggetto di esercitarsi sotto un attento monitoraggio, ricorrendo alle tante funzioni dei tapis roulant professionali, apparecchi che permettono di impostare allenamenti di intensità via via crescente, ma sempre calibrata sulle effettive possibilità dell'atleta.
I moderni tapis roulant, oltre a permettere di regolare durata dell'esercizio, velocità della corsa e pendenza del tappeto, consentono di visualizzare preziose informazioni sulla frequenza cardiaca e sul numero di calorie consumate durante la sessione. In questo modo, si ha la possibilità di stilare un piano di allenamento che tenga conto delle caratteristiche fisiche del soggetto, evitando i pericoli a cui i vigoressici spesso vanno incontro, pretendendo troppo dal proprio corpo. I vantaggi offerti dai tappeti elettrici rispetto alla semplice corsa su strada e le utili funzioni che caratterizzano i modelli più avanzati possono essere approfondite sulle pagine di un portale specializzato proprio in tapis roulant e corsa indoor, corredato da un blog con utili consigli per i novelli runner. Il fenomeno della vigoressia è destinato a diffondersi sempre più negli anni avvenire, specie se in assenza di politiche atte a prevenirlo. Il ruolo della famiglia e delle istituzioni scolastiche continua ad essere fondamentale nella formazione dei più giovani e nel fornire gli strumenti necessari per prevenire la vigoressia e i disagi simili. In questo caso specifico però, è soprattutto negli ambienti sportivi che si impone una maggiore attenzione al tipo di valori trasmessi e al modo in cui l'attività fisica viene proposta ai ragazzi: solo la guida di istruttori attenti e capaci può essere in grado di stimolare un rapporto positivo con lo sport e con la propria fisicità.