La Processione del Venerdì Santo ieri è tornata ad Isernia, colma di fede, per le principali strade della città. Migliaia di fedeli, in un silenzio magico rotto solo dai cori funebri, la statua della Madonna piangente e quella del Cristo morto... Gli incappucciati, le candele accese, la banda, il clero e le istituzioni cittadine, hanno tutti contribuito a creare una suggestiva e coinvolgente atmosfera che rende la processione un evento unico quest'anno particolarmente sentito in trepidente attesa della visita di Papa Francesco.
Come da tradizione, a sfilare tra le prime file, sono state le Confraternite della città, tutti i partecipanti preparati sin nei minimi dettagli, tutti i confrati hanno indossato l’abito della propria congregazione. Ma, come sempre, al centro della scena, l’immagine degli ‘incappucciati’, dei penitenti che mortificano il proprio corpo per l’espiazione della pena o per credere grazie. Sono loro ad attirare i più piccoli; loro a rendere religiosamente drammatica la processione. Al Venerdì Santo di Isernia partecipano decine di penitenti, sia maschi che donne: alcuni a piedi scalzi, altri che portano sulle spalle una croce o un pesante busto in legno.